AGCOM interviene sulla “clausola inflazione” degli operatori telefonici

AGCOM interviene sulla “clausola inflazione” degli operatori telefonici

Abbiamo visto negli scorsi mesi come molti operatori telefonici abbiano implementato la cosiddetta “clausola inflazione” (per esempio WIND e TIM linea fissa). In poche parole, ogni anno il costo dell’abbonamento incrementa in base all’inflazione – in genere si parla della cifra stabilita dalle autorità italiane più una piccola percentuale di ricarico. Praticamente tutti gli operatori precisano però che se l’inflazione scende le tariffe non faranno altrettanto: nella migliore delle ipotesi, può rimanere uguale all’anno passato. All’AGCOM il “trucchetto” non è decisamente piaciuto, e nelle scorse ore ha pubblicato un nuovo documento che lo vieta espressamente. Ma è solo la punta dell’iceberg.

Tanto per cominciare la delibera, codice 307/23/CONS, dice che se gli operatori vogliono adeguare i prezzi in base ai dati dell’ISTAT dovranno farlo sia in caso di aumenti sia in caso di cali. Inoltre, le variazioni potranno continuare a non essere esattamente pari ai dati ufficiali (quindi con markup, soglie minime e così via), ma in questo caso ogni volta che ci sarà un aumento (quindi una volta ogni anno) l’utente potrà rescindere dal contratto senza pagare penali e costi di recesso. Invece, se gli adeguamenti sono esattamente pari ai dati dell’ISTAT, bisognerà pagare penali e costi di recesso.

Se l’adeguamento è superiore al 5% del canone mensile, l’utente potrà passare a un’offerta con condizioni analoghe ma senza “clausola inflazione”, gratis. l’AGCOM pretende anche una trasparenza e chiarezza estrema nelle comunicazioni relative agli adeguamenti: gli operatori dovranno addirittura includere una tabella che spieghi quanto, in concreto, aumenterà il canone in corrispondenza agli indici di inflazione dal 2% al 7%. Da notare che tutte queste novità sono retroattive: riguardano quindi tutti i contratti con adeguamento già esistenti, non solo quelli che nasceranno da qui in avanti.

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