Yarix lancia Egyda: l’AI continua a rivoluzionare la Cybersicurezza

Yarix lancia Egyda: l’AI continua a rivoluzionare la Cybersicurezza

Arriva Egyda: Yarix, società della business unit Digital Security di Var Group, ha annunciato il lancio di Egyda: un sistema di sicurezza di nuovo genere che sfrutta l’intelligenza artificiale (IA) per ridurre i tempi di risposta alle minacce informatiche del 40%.

Mirko Gatto, Head of Digital Security Var Group & CEO di Yarix

Cos’è Egyda

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un drammatico aumento degli attacchi informatici in Italia, che è il terzo paese più bersagliato al mondo da questo tipo di minaccia. Il dato più preoccupante è la costante diminuzione del tempo che intercorre tra l’intrusione di un criminale nei sistemi e l’effettivo lancio dell’attacco. Con ransomware sempre più rapidi e performance di attacco che necessitano di meno tempo per studiare e compromettere i sistemi, l’attenzione verso la cybersicurezza è in costante aumento.

Egyda: la risposta all’aumento della AI criminale

In risposta a questa crescente sfida, Yarix ha creato Egyda, un sistema che aiuta le aziende a rispondere in tempi più rapidi agli attacchi informatici. Questo è reso possibile grazie alla potente integrazione dell’IA, che analizza i comportamenti degli utenti e una grande quantità di dati, permettendo alla piattaforma di reagire ai tentativi di attacco con maggiore velocità e precisione.

Egyda è strutturato su un sistema modulare che aiuta gli analisti nel processo di raccolta di informazioni, nella categorizzazione degli eventi e nel triage. Il suo obiettivo è quello di ridurre il carico di lavoro complessivo e di aumentare la velocità di analisi e risposta ai problemi.

 Come funziona Egyda

Grazie a un sistema custom di UBA (User Behaviour Analytics) e machine learning, Egyda è in grado di registrare flussi di autenticazioni e comportamenti degli utenti. Quando il comportamento di un utente si discosta sensibilmente dagli schemi abituali, la piattaforma solleva un allarme.

 L’importanza di Egyda

 

“In un contesto socioeconomico in continuo cambiamento e alla luce dell’attualità sempre più frastagliata dal punto di vista geopolitico, il crimine cibernetico è in costante evoluzione per sofisticatezza e rapidità. La risposta delle aziende, così come della pubblica amministrazione, deve perciò esserlo altrettanto. Egyda nasce proprio per rispondere a un’esigenza del mercato: contrastare il crimine informatico ottimizzando la gestione degli allarmi provenienti dalle aziende sotto il controllo del Security Operation Center (SOC) – ha commentato Mirko Gatto, Head of Digital Security Var Group & CEO di Yarix. Il progetto è nato poco meno di un anno fa, quando ci siamo resi conto che il numero sempre crescente di allarmi, nonché il livello di precisione e rapidità degli attacchi, rischiavano di minare le attività del SOC e l’eccellente e certosino lavoro degli analisti che 24/7 controllano la sicurezza delle aziende italiane. Grazie a Egyda, siamo in grado di ottimizzare il tempo di risposta, sgravando il personale tecnico da una serie di mansioni ormai delegate all’intelligenza artificiale e permettendoci di iscrivere gli attacchi o i singoli tentativi di accesso dentro un quadro più grande, disegnando una mappa geografica e comportamentale del crimine informatico”.

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L’AI rimodellerà il panorama italiano della cybersecurity nel 2024

L’AI rimodellerà il panorama italiano della cybersecurity nel 2024

Giampiero Savorelli, Managing Director di HP Italy, parla dell’importanza crescente dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel panorama italiano della cybersecurity. L’IA sta cambiando drammaticamente il modo in cui hacker e professionisti IT operano. Ma nonostante le sfide, Savorelli rimane ottimista riguardo alle prospettive della sicurezza informatica.

Giampiero Savorelli, Managing Director HP Italy

Come l’IA sta cambiando il panorama della cybersecurity?

Giampiero Savorelli: L’IA sta fornendo nuovi strumenti e capacità sia ai responsabili della sicurezza informatica sia agli hacker. I cybercriminali sono già all’opera, esplorando come l’IA può essere usata per intensificare gli attacchi e mirare alle aziende con nuove e continue minacce. Ma l’IA può anche essere utilizzata per il bene, come migliorare il rilevamento delle minacce e rendere più efficiente la remediation.

In quali modi l’IA influenzerà la cybersecurity nei prossimi anni?

Giampiero Savorelli: Prevedo tre importanti cambiamenti. Prima di tutto, l’IA potenzierà il social engineering: nel 2024, i cybercriminali utilizzeranno l’IA per intensificare gli attacchi di phishing e creare esche personalizzate basate su dati provenienti da social media o caselle di posta elettronica compromesse.
In secondo luogo, i Modelli LLM saranno integrati nei PC. Questo renderà i computer più efficienti e produttivi, ma rappresenterà anche un nuovo sistema che i team di sicurezza dovranno difendere. I chatbot, ad esempio, potrebbero rappresentare una via d’accesso a dati precedentemente non accessibili.
Infine, l’IA abbasserà la barriera per gli attacchi al firmware e all’hardware, rendendo questi tipi di attacchi più accessibili a un pubblico più ampio.

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Come possono le aziende proteggersi dall’AI?

Giampiero Savorelli: La micro-virtualizzazione, ad esempio, può creare macchine virtuali “usa e getta” isolate dal sistema operativo del PC, proteggendo gli utenti dai clic involontari su collegamenti dannosi. Inoltre, le aziende dovranno investire nella sicurezza dell’hardware e del firmware per difendersi da attacchi più avanzati.

C’è qualche cosa per cui le aziende dovrebbero essere ottimiste riguardo al futuro della cybersecurity e dell’IA?

Giampiero Savorelli: Assolutamente. L’IA offre allo stesso tempo enormi opportunità per i team di sicurezza. Gli aiuti basati su IA possono migliorare il rilevamento delle minacce, velocizzare la risposta e alleviare la pressione sui team di sicurezza. Inoltre, l’arrivo dei PC con IA nel 2024 offre un nuovo livello di privacy dei dati e consente ai dispositivi di utilizzare l’IA in modo più sicuro.

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