BlueIT AI Accelerator: il 22 aprile l’AI entra nel castello e diventa industria

BlueIT AI Accelerator: il 22 aprile l’AI entra nel castello e diventa industria

Per la prima volta l’AI Accelerator di BlueIT si sposta dalla cascina di Torlino Vimercati al Castello Visconteo di Pandino: una scelta che dice molto su dove sta andando l’intelligenza artificiale nelle imprese italiane. Con IBM, Digitalic, casi concreti e un’agenda che parla di industria, non di esperimenti. Il 22 aprile 2026 torna l’AI Accelerator di BlueIT, il primo grande appuntamento dell’anno dedicato all’intelligenza artificiale nelle imprese. Chi ha seguito il percorso di BlueIT sa che questa non è la solita conferenza sull’AI. Lo scorso anno l’Innovation Hub nella cascina settecentesca di Torlino Vimercati aveva già rotto prposta l’Ai in modo inedito. Quest’anno la scena cambia, si sale di livello, anche letteralmente.

BlueIT AI Accelerator al Castello Visconteo di Pandino

BlueIT ha scelto per la prima volta il Castello Visconteo di Pandino come cornice dell’evento. Non è una scelta estetica: è una dichiarazione. Questo castello racconta una storia che ha molto a che fare con i temi della giornata.

Lo fece costruire Bernabò Visconti nel 1355, signore di Milano, uomo con due passioni: la caccia e la propria sopravvivenza. Bernabò era terrorizzato dalla peste che bruciava Milano. Fece una cosa che oggi chiameremmo una scelta strategica: prese le sue risorse più preziose e le portò qui. Lontano dalla città. In un luogo protetto da un fossato, controllato da un’unica scala d’accesso con una guardia fissa. Il sapere, la ricchezza, la vita potevano continuare indisturbati, mentre fuori il mondo bruciava. Bernabò non contrasse mai la peste. Seicentosettantuno anni dopo, il problema è straordinariamente attuale. Come proteggo ciò che ho di più prezioso? Come faccio innovazione senza esporre il mio patrimonio più intimo, i miei dati, il mio know-how, alle minacce che arrivano da fuori?

I dati sono diventati confini

Per anni abbiamo vissuto dentro un’illusione confortevole. Lo abbiamo chiamato Cloud e ci siamo convinti che fosse davvero una nuvola fluttuante nel cielo: libera, senza radici, senza confini, neutrale, candida. I dati sembravano evaporare dai territori, liberi di fluttuare sopra gli Stati e sopra le leggi. Era un’immagine bella, ma falsa. Ogni nuvola è radicata in un territorio, risponde a una normativa, insiste su un data center specifico, obbedisce alle leggi di una nazione più che alle altre.

Il 2025 ha aggiunto un altre questioni. I dazi, le dichiarazioni geopolitiche quotidiane, l’idea che qualsiasi dato su suolo americano sia di interesse americano. In Europa si è fatta strada una consapevolezza che centri di ricerca come Bruegel e l’European Council on Foreign Relations hanno messo nero su bianco: la sovranità digitale ha assunto lo stesso peso dell’energia o della difesa. Non è più un fattore di competitività economica, è una delle condizioni che consentono una vera sovranità, le aziende lo sanno e la chiedono.

AI Accelerator: lAI diventa industria

Poche settimane fa al GTC di NVIDIA, Jensen Huang ha sintetizzato il cambiamento in una frase: l’AI non è più una scoperta, è infrastruttura essenziale. Alla NVIDIA GTC 2026 il CEO ha parlato di AI Factory: fabbriche dove la materia prima è l’elettricità e il prodotto finito sono i token, pacchetti di intelligenza. La prima rivoluzione industriale produceva energia, la seconda produce intelligenza.

Il percorso ricorda quello del Castello di Pandino. Bernabò lo costruì come residenza di caccia: svago, sperimentazione. Poi le cose si fecero serie, arrivarono i Veneziani al confine, la peste incombeva, servirono torrioni, ponti levatoi, feritoie per le frecce. Da luogo di svago a infrastruttura strategica: l’intelligenza artificiale sta facendo lo stesso percorso. Dopo due anni di esperimenti con ChatGPT, immagini generate, demo da standing ovation, adesso è il momento di costruire davvero.

Cosa succede il 22 aprile al Castello con l’AI Accelerator

L’AI Accelerator 2026 si muove su due direttrici: portare l’AI dentro i processi industriali reali e farlo proteggendo il know-how con un approccio consapevole alla sovranità digitale.

Leonardo Marazzi, BU Leader Digital Transformation and AI di BlueIT, presenterà una mappa completa di come l’intelligenza artificiale entra in ogni funzione aziendale: dal procurement alla produzione, dalle vendite al marketing, dalle risorse umane al project management. Casi concreti, risultati misurabili, soluzioni testate sul campo. Il laboratorio AI Accelerator di BlueIT ha cambiato funzione: non è più il posto dove scopri se l’AI funziona, è il posto dove provi una soluzione che ha già funzionato per altri e verifichi come si adatta alla tua realtà. La differenza tra un prototipo e una catena di montaggio.

Francesco Sartini, CTO e BU Leader Shield di BlueIT, porterà la visione tecnologica sui trend del mercato: dalla geopatriation al confidential computing, fino ai servizi IT preemptive, un approccio in cui l’infrastruttura viene mantenuta costantemente in equilibrio così quando arriva il problema si è già pronti. La stessa logica che Sartini ha applicato alla cybersecurity con la divisione Shield: dalla difesa reattiva alla gestione del rischio di impresa.

Da IBM interverranno Giovanni Todaro, CTO di IBM Italia, sullo stato dell’arte dell’AI e la sovranità digitale, e Marco Ballan, Director of Infrastructure, sulla dimensione cloud e on-premise. Roberta Bavaro, Director of Ecosystem and Select Territory di IBM Italia, aprirà l’evento insieme a Girolamo Marazzi. All’ultimo evento BlueIT, Bavaro aveva lanciato un messaggio che molti in sala non hanno dimenticato: non regalate i vostri dati a sconosciuti, i dati sono la vostra ricchezza, la vostra identità.

L’evento sarà moderato da Francesco Marino, fondatore e direttore responsabile di Digitalic, che curerà lo speech di apertura e le conclusioni insieme a Girolamo Marazzi, CEO e fondatore di BlueIT.

 

L’approccio BlueIT: il cursore che nessuno vi ha mai mostrato

Fin dall’inizio BlueIT ha fatto una scelta controcorrente: algoritmi open source, dati locali, approccio segmentato alla privacy. Mentre tutti correvano verso il cloud pubblico, Girolamo Marazzi e il suo team puntavano sulla protezione: oggi quella scelta non sembra più controcorrente, ma sembra profetica.

Immaginate un cursore: a un estremo c’è la sicurezza assoluta: AI privata, on-premise, algoritmi open source, dati che non escono mai dal perimetro fisico dell’azienda. All’altro estremo c’è l’AI gratuita, pubblica, potentissima, dove cedete i diritti su ciò che inserite. In mezzo, infinite sfumature. non bisogna soo chiedersi dove posizionarsi, ma anche sapere dove siete posizionati adesso. Qualcuno ve lo ha mai chiesto? Vi ha mai dato la possibilità di scegliere?

BlueIT è tra le pochissime realtà sul mercato a porre la protezione del dato come primo requisito progettuale. Un approccio che nasce dai valori di una Società Benefit che ha messo etica, innovazione e sostenibilità nel proprio statuto, non come slogan ma come metodo quotidiano, portato avanti con coerenza da oltre diciassette anni.

 

L’agenda completa BlueIT AI Accelerator 22 aprile

 

La mattinata dell’AI Accelerator al Castello Visconteo di Pandino si apre con il caffè di benvenuto e si chiude con un pranzo di networking, il modo migliore per continuare le conversazioni che contano.

ore 09:30 Welcome Coffee

ore 10:00 Benvenuto di Girolamo Marazzi, CEO e Fondatore di BlueIT, e Roberta Bavaro, Director of Ecosystem and Select Territory di IBM Italia

ore 10:10 Introduzione all’evento a cura di Francesco Marino, Direttore Responsabile di Digitalic

ore 10:30 Giovanni Todaro, CTO di IBM Italia: stato dell’arte dell’AI e sovranità digitale

ore 10:50 Ospite d’eccezione: l’utilizzo dell’AI per l’automatizzazione dei processi IT

ore 11:10 Francesco Sartini, CTO e BU Leader Shield di BlueIT: il mercato Tech secondo la visione del CTO

ore 11:30 Leonardo Marazzi, BU Leader Digital Transformation and AI di BlueIT: un nuovo modo di fare impresa

ore 12:30 Marco Ballan, Director of Infrastructure di IBM Italia: AI su Cloud e on-premise

ore 12:50 Conclusioni di Francesco Marino con Girolamo Marazzi

ore 13:00 Pranzo di networking

Il genio italiano ha bisogno di mura

L’Italia è un Paese di geni: le aziende che fanno cose uniche al mondo: macchine per il trattamento delle acque, tessuti che nessuno sa replicare, processi industriali che sono pura arte ingegneristica. Il genio italiano non si esprime solo nel tratto di penna che disegna un bel vestito, si esprime nel processo, nella formula, nel segreto tramandato da tre generazioni.

Quel genio ha bisogno di mura, non mura che lo rinchiudano, ma che lo proteggano mentre si apre al mondo.  Bernabò Visconti non contrasse mai la peste. La prudenza non è il contrario del coraggio,  è il coraggio di chi sa cosa vuole proteggere. Il 22 aprile, al Castello, ne parliamo.

AI Accelerator 2026

Castello Visconteo di Pandino, Via Castello 15, 26025 Pandino (CR)

Mercoledì 22 aprile 2026, dalle 9:30 alle 14:30

I posti sono limitati.

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