La protezione dell’ambiente passa inevitabilmente da un uso sostenibile delle risorse e da una drastica riduzione delle immissioni di inquinanti nel terreno e in atmosfera. Lo sfruttamento del nostro pianeta procede senza sosta ad un tasso superiore alla sua capacità di rigenerarsi (basta guardare i dati di quest’anno). In altri termini: è insostenibile. É un dato di fatto, non confutabile e senza precedenti. Così come senza precedenti è la velocità con cui i cambiamenti climatici si stanno manifestando, alimentati da esternalità generate dall’attività antropica (e non solo) che rendono il processo sempre più rapido e difficile da invertire.
In questo la transizione energetica gioca un ruolo fondamentale ed imprescindibile: sostituire il consumo dei combustibili fossili con un consumo basato su energia da fonti rinnovabili non è più un’opzione ma un obbligo che deve riguardare ciascun singolo cittadino e non solo i grandi inquinatori. Se si vuole dare un futuro intergenerazionale si deve necessariamente passare da qui. Lo dicono gli Accordi di Parigi, lo ribadisce il Green Deal dell’Unione Europea e lo confermano ogni giorno i dati sullo stato di salute del nostro pianeta.
Con la Direttiva 2018/2001 RED II l’UE si esprime in modo chiaro: per invertire la rotta bisogna favorire la transizione energetica tramite un sistema di incentivi rivolti all’autoproduzione e all’autoconsumo dell’energia rinnovabile, anche in forma collettiva.
