Nell’Italia che si trascina verso il 2024, la tendenza di chi fa informazione è sempre più quella di creare contenuti che puntano solo ad attrarre con titoli sensazionalistici, perché poco importa che la realtà non sia esattamente quella dipinta da quei pochi caratteri.
Accade così che il Corriere della Sera, una delle realtà editoriali più grandi, venga premiato da Google, IL motore di ricerca più grande, con il posizionamento in Google News di un contenuto scritto in fretta e furia senza una minima verifica delle fonti. E non è solo il titolo il problema: questo infatti spesso può essere rimaneggiato per questioni tecniche (limiti di caratteri ad esempio) L’articolo stesso omette anche informazioni importanti sul tipo di “richiamo”, lasciando ampio spazio al fraintendimento.
Me lo ritrovo mentre stancamente scorro la selezione di Gnews: l’articolo del Corriere non dice cose sbagliate in termini assoluti, semplicemente piega e distorce, omette e flette.
