La Cina vuole inasprire il divieto all’uso dell’iPhone per sostenere i marchi nazionali. Il ban – mai confermato ufficialmente dal governo di Pechino – nasce dal rinnovato spirito nazionalista del Paese che soprattutto dopo il debutto sul mercato della serie Mate 60 di Huawei è tornato a sostenere con forza i prodotti realizzati dalle aziende locali.
Bloomberg riporta di un numero sempre maggiore di aziende statali e di dipartimenti governativi che hanno ordinato ai dipendenti di non utilizzare più iPhone ed altri dispositivi stranieri sul luogo di lavoro. Si tratta di una decisione senza precedenti in quanto si estende oltre il divieto già in essere presso i settori più sensibili del Paese. E le conseguenze rischiano di essere gravi in termini di vendite: ad oggi, infatti, la Cina rappresenta il mercato più importante per Apple – e i continui tentativi da parte di Tim Cook di mantenere buoni rapporti con il governo locale ne sono una chiara dimostrazione.
Intanto il mercato finanziario ha già espresso il suo malumore sul ban: appena diffusa la notizia le azioni Apple sono calate perdendo terreno rispetto alla contrattazione di venerdì scorso in chiusura. Ma già tutta la settimana era stata contraddistinta da un trend verso il basso: dal record del 14 dicembre di 182,40 euro per azione si è passati agli attuali 179,76 euro.
