Sembra un tamagotchi ma non lo è: r1 è ben di più, e a detta del CEO di rabbit – start-up con base a Santa Monica che lo ha progettato e realizzato – è un prodotto sensazionale. Stiamo parlando di un dispositivo AI basato su un rivoluzionario sistema operativo in linguaggio naturale capace di andare oltre le app. Meglio, è l’OS che accede alle app al posto dell’utente elaborando la migliore soluzione possibile.
Il sistema operativo di r1, rabbit OS, è il primo OS creato su Large Action Model (LAM), modello di base proprietario di Rabbit in grado di dedurre e modellare azioni umane su interfacce dei computer apprendendo le intenzioni ed il comportamento degli utenti quando usano specifiche app, quindi imitarle ed eseguirle in modo affidabile e rapido.
r1 vuole dunque andare oltre le app attraverso un’interfaccia “trasversale” gestita interamente dall’intelligenza artificiale. E se ChatGPT genera testo sulla base delle domande degli utenti, il LAM di rabbit OS “genera azioni per conto degli utenti per aiutarli a portare a termine le attività“.
