OpenAI lo aveva detto: impediremo che l’intelligenza artificiale venga usata nelle campagne elettorali di tutto il mondo e bloccheremo qualsiasi tentativo di rappresentazione deepfake dei politici. E così è stato. La società guidata da Sam Altman ha bannato lo sviluppatore di Dean.Bot, bot che parla e ragiona come Dean Phillips (foto in apertura), candidato democratico alla Casa Bianca. Pugno duro che contrasta tuttavia con la storia che viene dal Giappone che vede una giovane scrittrice vincitrice di un prestigioso premio letterario grazie all’ausilio dell’AI.
NO ALL’AI: IL CASO DELLE PRESIDENZIALI USA
Dean.Bot è stato sviluppato dalla startup AI Delphi per sostenere la campagna elettorale di Phillips ed è basato su ChatGPT. Attualmente non risulta più disponibile, la pagina ufficiale riporta un messaggio in cui si spiega che “Dean.Bot è assente per la campagna in questo momento“: in sostanza, il bot viola le regole di OpenAI, per questo più che “assente in questo momento” è stato definitivamente eliminato dopo che OpenAI ne aveva sospeso l’account.
Chiunque sviluppi con i nostri strumenti deve seguire le nostre politiche di utilizzo. Abbiamo recentemente rimosso un account sviluppatore che consapevolmente violava le nostre politiche di utilizzo delle API che non consentono campagne politiche o che impersonano una persona senza consenso – Lindsey Held, portavoce di OpenAI
