Ormai da qualche anno viaggiare in Europa è diventato più semplice anche grazie al roaming zero o al roaming like at home che dir si voglia, il sistema per cui i minuti e gli SMS di ciascun piano telefonico europeo possono essere spesi senza costi extra nei Paesi dell’Unione e una parte dei cosiddetti Giga a disposizione ogni mese può essere utilizzata altrove come se ci si trovasse nel proprio Paese, like at home appunto.
La normativa punta a ridurre progressivamente i costi all’ingrosso per gli operatori attraverso una serie di step annuali (e in alcuni casi semestrali) fino ad appiattirli, obiettivo che secondo i programmi verrà raggiunto nel 2027. Dopo il “pareggio” non cambierà nulla né per gli operatori né per gli utenti fino al 2032, quando il roaming zero e i suoi benefici dovranno essere prorogati. Da ieri, 1 gennaio 2024, la normativa impone un nuovo ribasso dei costi all’ingrosso, che passano dagli 1,8 euro per gigabyte di connessione dati del 2023 agli 1,55 euro del 2024.
Molti operatori italiani – lo abbiamo documentato su queste pagine nelle settimane scorse – hanno anticipato la scadenza (tra i primi ad esempio c’è stata Tim, che ha provveduto con oltre un mese di anticipo), da ieri comunque tutti devono applicare il costo all’ingrosso previsto per il 2024 aumentando quindi i Giga che si possono spendere in Europa e riducendo il costo a consumo in caso di superamento del limite, il cosiddetto costo extrasoglia.
