In un mercato degli smartwatch sempre più caratterizzato da un’offerta che sembra sovrapporsi, con i brand che faticano a distinguere il proprio prodotto da quello degli altri, è indubbio che il lavoro fatto da Garmin negli anni passati abbia lasciato un segno positivo. Specializzarsi negli sportwatch, parlando non necessariamente a chi pratica sport ad alti livelli ma a chi fa dell’attività sportiva uno dei propri punti fermi, ha aiutato il brand a emergere dal resto dell’offerta.
Prodotti che presentano feature utili per gli allenamenti di tutti i giorni si alternano, all’interno del catalogo Garmin, ad altri pensati per scenari più specifici come il golf e la pesca o con funzioni utili per i super atleti (o chi vuole emularli). In questo senso la serie Vivoactive è una sorta di ponte verso indossabili più classici: ha le principali funzioni utili per la propria routine sportiva quotidiana, ma offre anche un look e alcune soluzioni che lo avvicinano a smartwatch più classici.
Di recente ho provato Garmin Vivoactive 5 per un paio di settimane e mi sono fatto l’idea che possa essere una valida via di mezzo per chi vuole un Garmin, con tutti i pro del caso, senza però avere a tutti i costi le soluzioni più avanzate.
