Microsoft non vuole un posto nel consiglio di amministrazione di OpenAI, a differenza di quanto avevano previsto gli analisti in passato: a dirlo è stato Satya Nadella in persona, l’amministratore delegato della società di Redmond. L’obiettivo primario di Microsoft, che in OpenAI ha investito la bellezza di 10 miliardi di dollari, è una stabilità concreta del direttivo e una buona governance.
L’intervista a Nadella di Bloomberg arriva a distanza di ormai quasi due mesi di una delle settimane più tumultuose per una startup di cui si abbia memoria (pubblica, quantomeno). Per ricapitolare: l’amministratore delegato e fondatore Sam Altman era stato licenziato dal consiglio di amministrazione con accuse piuttosto vaghe e poco chiare, Microsoft aveva subito fatto una proposta di assunzione, i dipendenti avevano minacciato praticamente all’unanimità di seguire Altman, OpenAI ha quindi fatto dietro-front e riassunto Altman e riorganizzato il CdA. Tutto nell’arco di sette giorni appena.
Potrebbe sembrare che Microsoft sia rimasta a bocca asciutta, ma secondo indiscrezioni proprio Nadella ha contribuito a mediare i negoziati tra Altman e OpenAI per il suo rientro. Di sicuro il rapporto tra le due aziende, già solido in virtù del massiccio investimento, ne è uscito ulteriormente rafforzato, e la maggior parte degli analisti concorda che ciò abbia incrementato la stretta che Redmond esercita sull’attuale leader di uno dei trend più sentiti dell’ultimo periodo, l’intelligenza artificiale generativa.
