Anche l’AI on-device può rappresentare un rischio per la sicurezza

Anche l’AI on-device può rappresentare un rischio per la sicurezza

Anche l’intelligenza artificiale on-device può rappresentare un rischio per la sicurezza e la privacy: negli scorsi giorni un team di ricercatori ha esposto una falla che coinvolge, ironicamente, molti dispositivi Apple, società che punta molto a livello di funzionalità e marketing sulla protezione dei propri utenti.

La falla è stata battezzata LeftoverLocals, e ha origine nel modo in cui le GPU immagazzinano in memoria i dati elaborati per scopi AI. Sostanzialmente i dati vengono scritti in un’area della RAM chiamata memoria locale, che è ottimizzata per le GPU ma è anche facilmente accessibile da entità non autorizzate, che quindi possono estrarre i dati.

Secondo i ricercatori con meno di 10 righe di codice è possibile rubare tra i 5 e i 100 MB di dati. La falla è presente in GPU realizzate da Apple, Imagination Technologies, AMD e Qualcomm; sono invece al sicuro le GPU di NVIDIA, Intel e Arm. L’exploit può essere eseguito da un’altra app installata su un dispositivo: basta che sia autorizzata a leggere la memoria usata dalla GPU. Il vettore di attacco, insomma, è piuttosto ampio e sfruttabile.

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