Né Apple né Google né altri possono più impedire agli sviluppatori americani di promuovere delle piattaforme di pagamento alternative a quelle di App Store e Play Store, gestite direttamente dai due colossi. Chi sviluppa un’app ha diritto a scegliere il sistema con cui raccogliere il denaro dei clienti grazie a una legge entrata in vigore nelle scorse ore in USA, e Apple si è allineata con una soluzione che tuttavia espone il fianco alle critiche.
L’oggetto del contendere è noto: la percentuale sulla transazione che finisce nelle tasche di Apple e Google, lo sviluppatore vuole essere libero – e adesso negli USA lo è – di scegliere a quale servizio rivolgersi e di conseguenza che commissione pagare. Nel portale Developer americano, Apple ha pubblicato un approfondimento sui pagamenti esterni per le applicazioni presenti su App Store.
Oltre a utilizzare il sistema di acquisto in app di Apple, comodo, sicuro e protetto, le app sull’App Store degli Stati Uniti che offrono acquisti in app possono anche utilizzare lo StoreKit External Purchase Link Entitlement per includere un collegamento al sito web dello sviluppatore che informa gli utenti sui metodi alternativi per acquistare beni o servizi digitali – si legge.
