Non solo bot e siti falsi, nella campagna contro il premier Nikol Pashinyan, la propaganda del Cremlino si è affidata anche a una firma riconoscibile, costruita tra Turchia e Donbass
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Non solo bot e siti falsi, nella campagna contro il premier Nikol Pashinyan, la propaganda del Cremlino si è affidata anche a una firma riconoscibile, costruita tra Turchia e Donbass