Ryzen 7 8840U, Ayaneo Flip e GPD Win Mini equipaggeranno il nuovo SoC AMD

Ryzen 7 8840U, Ayaneo Flip e GPD Win Mini equipaggeranno il nuovo SoC AMD

Sono in dirittura di arrivo i primi handheld Windows con APU mobile Ryzen 7 8840U, identica per numero di core e architettura all’APU Ryzen 7 7840U, ma migliorata nelle prestazioni e dotata di un’unità AI XDNA di nuova generazione. Rappresenta quindi un upgrade interessante che sarà disponibile tra le opzioni dei nuovi Ayaneo Flip ispirati al Nintendo DS e sarà protagonista nel caso dell’aggiornamento del GPD Win Mini.

Il SoC Ryzen 7 8840U non è il modello top di gamma della nuova serie Ryzen 8040, il Ryzen 9 8945HS, ma in quanto a dotazione hardware lo ricalca fedelmente. Gode infatti degli stessi 8 core e 16 thread ed è equipaggiato con la stessa GPU integrata: la potente Radeon 780M. Risulta però leggermente più lento e decisamente frenato nei consumi che passano dai 35-54 W a 15-30 W. Ed è un compromesso necessario per un SoC che al pari del suo predecessore, il Ryzen 7 7840U, è pensato proprio per dispositivi ultrasottili o ultracompatti come gli ibridi da gioco tra PC e console portatili.

Tra l’altro entrambi i SoC, sia il Ryzen 7 8840U che il suo predecessore, coesisteranno come opzioni sia nel caso dell’Ayaneo Flip DS, progettato come un vero e proprio successore spirituale del Nintendo DS, che in quello dell’Ayaneo Flip KB, un modello che al posto dello schermo secondario da 3,5 pollici incorpora una tastiera completa. Per quanto riguarda lo schermo principale, invece, entrambi i dispositivi montano un pannello da 7 pollici con risoluzione 1080p e refresh 120 Hz.

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Google risolve la causa sulla modalità incognito di Chrome con un accordo

Google risolve la causa sulla modalità incognito di Chrome con un accordo

Google ha accettato di risolvere una causa che la accusava di aver ingannato gli utenti sulla loro privacy quando utilizzavano la modalità incognito di Chrome. La causa, che è stata presentata nel 2020, sosteneva che Google continuava a tracciare l’attività degli utenti anche quando erano in modalità incognito, nonostante la società affermasse il contrario.

La modalità di navigazione in incognito in Google Chrome consente agli utenti di effettuare ricerche e visitare siti Web senza che i dati vengano salvati nel browser, ma molti credono erroneamente che la modalità di navigazione in incognito agisca come un mantello dell’invisibilità del proprio ISP e dei siti Web visitati. A quanto pare non era realmente così.

La causa originale, per la quale si è cercato di ottenere un risarcimento di oltre 5 miliardi di dollari, sosteneva che Google “non può continuare ad impegnarsi nella raccolta di dati segreti e non autorizzata di ogni statunitense con un computer o un telefono”.

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Vivo V30 Lite ufficiale: immagini, specifiche e prezzo

Vivo V30 Lite ufficiale: immagini, specifiche e prezzo

Vivo ha ufficializzato in Messico la serie V30 e curiosamente il modello a inaugurare la gamma è un “lite”, sigla che in genere viene utilizzata per i modelli più economici. Il nuovo V30 Lite è però un modello a cui la fascia bassa sta stretta, e anche il prezzo di listino è più da segmento medio che da basso. Vero che a leggere la scheda tecnica qualcosa in più si sarebbe potuta fare, ad esempio sul SoC che è un non potentissimo (e nemmeno troppo recente) Snapdragon 695 5G di Qualcomm o sul fronte delle memorie, UFS 2.2 per quanto riguarda lo spazio di archiviazione.

Però Vivo V30 Lite ha un display che sulla carta non è male, buone capacità in termini di memorie, una fotocamera principale con stabilizzazione ottica, l’audio stereo e pure la certificazione di resistenza a polvere e liquidi secondo lo standard IP54. Alti e bassi insomma per uno smartphone dall’estetica gradevole, con una superficie posteriore sobria e una frontale con cornici abbastanza contenute e nessun notch, che si vede ancora troppo spesso. Di fatto comunque si tratta di un Vivo V29e con una fotocamera posteriore in più, quella di profondità da 2 MP.

Vivo V30 Lite, come detto, è ufficiale in Messico dove ha un prezzo di listino di 8.999 peso, equivalenti al tasso di cambio attuale a circa 480 euro. Nessuna informazione per il momento su un’eventuale commercializzazione in Europa.

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BMW Serie 5 2024, AC Schnitzer prepara dei pacchetti di tuning

BMW Serie 5 2024, AC Schnitzer prepara dei pacchetti di tuning

I possessori della nuova BMW Serie 5 2024, che noi abbiamo già toccato con mano, potranno godere di una nuova esperienza di personalizzazione grazie ai pacchetti di tuning offerti da AC Schnitzer, famoso tuner tedesco. Questo sviluppo è particolarmente significativo per coloro che possiedono le versioni meno performanti della nuova Serie 5, proponendo un’alternativa attraente per modificare sia il design che le prestazioni.

Il preparatore ha già rivelato i primi dettagli delle sue proposte, iniziando con un’interessante selezione di cerchi e distanziali. Nel suo catalogo online è possibile trovare tre tipi di cerchi esclusivi per la Serie 5 2024: AC3 da 21”, AC4 da 20” e AC1 da 19” e 20”.

Queste opzioni sono ulteriormente personalizzabili grazie a set di blocchi ruota, coperture per bulloni e distanziali che aggiungono 10 mm di larghezza agli assi anteriori e posteriori della nuova berlina.

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Recensione Asus CX3402 Chromebook Plus: una svolta per i portatili Google?

Recensione Asus CX3402 Chromebook Plus: una svolta per i portatili Google?

Sin dal lancio ufficiale nel 2011 di ChromeOS ho sempre avuto grandissimi dubbi sulla validità di questo sistema operativo, un po’ colpa di quante poche funzionalità avesse a disposizione e un po’ per i limiti che aveva in fase di rilascio. Seppur nel tempo fosse migliorato molto grazie a svariati aggiornamenti non vi nascondo che ho continuato a snobbarlo perché mi dicevo: “che senso ha comprare un notebook con Chrome e poco altro quando allo stesso prezzo ti puoi comprare un notebook con Windows e Chrome come browser?”.

Anche l’arrivo del Play Store e delle app Linux non scalfirono più di tanto le mie idee, pensando sempre tra me e me “ma se le app android non girano bene su un tablet, figurati su un notebook”. Qualche mese fa però mi è capitata l’occasione di acquistare un Pixelbook del 2017 ricondizionato a poco più di 50 euro e, seppur l’intento iniziale era di tenerlo per collezione, ho deciso di farci un giro. Avevo ordinato la versione con i5 e 8gb di ram difatti ma si è poi rivelata essere quella i7 con 16GB di ram e sin dai primi minuti girava tutto dannatamente bene.

Le app del Play Store non presentavano bug anzi, ce n’erano di ottimizzate specificatamente per i Chromebook con anche dei giochi specifici a disposizione. Benissimo anche le app Linux che permettevano di avere esperienze, come Discord, alla pari di un notebook Windows. Pieno di hype per questa “scoperta” mi sono iniziato ad informare sui Chromebook fin quando sono venuto a conoscenza dei “Chromebook Plus” appena lanciati sul mercato e ho quindi deciso di provarne uno.

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