La battaglia legale americana tra Apple ed Epic Games per Fortnite si è finalmente conclusa: la Corte Suprema degli USA ha rifiutato di dare udienza a Epic per valutare un riesame, e quindi non ci sarà un processo di appello. Epic sperava chiaramente in un risultato diverso, forte anche della vittoria contro Google in una causa che possiamo definire del tutto analoga, ma così non è andata.
Tutta la vicenda risale ai primi mesi del 2020 e in ultimo riguarda le commissioni che Apple impone su tutte le transazioni dell’App Store. Storicamente, gli sviluppatori non possono promuovere metodi di pagamento alternativi che aggirino questo sistema (per esempio includendo un link per pagare direttamente sul proprio sito ufficiale). L’utente può essere reso a conoscenza della possibilità, ma non con un link diretto. A metà agosto Epic pubblicò sull’App Store una versione di Fortnite che contravveniva a questa regola, e Apple reagì immediatamente bannando il gioco; Epic Games a propria volta fece scattare la denuncia.
Come dicevamo, una situazione sostanzialmente identica è accaduta con Google, nonostante a grandi linee Android sia più permissivo di iOS. Se è vero infatti che anche le app pubblicate sul Play Store non possono contenere link a metodi di pagamento alternativi, su Android è possibile distribuire app al di fuori del Play Store in modo relativamente semplice, almeno se paragonato alla necessità di jailbreak su iPhone.
